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Il Giornale di Voghera (19 Maggio 2005) .............................................................................................
Esordio di gran classe per l'8° Festival Chitarristico Cominciamo dalla fine. Immaginate un'unica chitarra con un doppio chitarrista: due teste sovrapposte, due mani sinistre sulla tastiera, due mani destre sulle corde, impegnate in un'elegante e allegra Gagliarda del grande John Dowland. Era l’applauditissimo bis di fine concerto sabato scorso al Casino Sociale, primo evento dell’ottavo Festival Chitarristico “Città di Voghera”.Lo credereste? Già prima di questa gradevole sorpresa - che ha finito con l'entusiasmare un pubblico già conquistato - avevamo l'intenzione di presentare i fratelli Marco e Stefano Bonfanti come un unico chitarrista a due teste e quattro mani, tanto perfetta ci appariva l'intesa tra i due strumenti e i due strumentisti. Veniva da pensare a certi linguaggi elaborati da alcune coppie di gemelli, comprensibili solo a loro, croce e delizia degli studiosi di linguistica. Marco e Stefano Bonfanti, in realtà sono fratelli, non gemelli. Ma anche con due sedie e due chitarre separate c'è da scommettere che perfino i rispettivi ritmi cardiaci marciano all'unisono. Armonia interpretativa, tecnica tanto sopraffina da farsi dimenticare, passione tanto più commovente (e coinvolgente) quanto più seria e composta, senz'ombra di ostentazione. Vestiti severamente di scuro, impegnati anima, cuore, testa e mani a servizio della musica, sembrava che celebrassero un rito. Elena Cristina Bolla |